Per guardare oltre il fallimento dell’economia startup

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In questo articolo vogliamo consigliare la lettura del libro « Le forme dell’innovazione nell’ideologia Californiana. Le retoriche, i modelli, e le trasformazioni dell’economia startup « . Questo testo si occupa di svelarci in modo chiaro, preciso e con numerosi esempi le innovazioni prodotte dall’economia startup. Non è il solito testo che ci insegna come creare una startup di successo, ma bensì propone una riflessione critica dei modelli di innovazione diffusi dalla Silicon Valley siano ancora attuali.

Per questo motivo abbiamo deciso di intervistare l’autore del volume Vincenzo Luise.

FD. Salve si vuole presentare ai nostri lettori?

Salve, sono Vincenzo Luise, lavoro come postdoc researcher all’Università  Statale di Milano. Mi occupo di digital sociology e digital methods e ho da poco concluso un dottorato in sociologia e metodologia della ricerca sociale alla stessa università.

FD. Di cosa tratta il suo libro?

Il mio libro si intitola ‘Le forme dell’innovazione nell’Ideologia Californiana. Le retoriche, i modelli e le trasformazioni dell’economia startup. Questo lavoro nasce dalla mia ricerca di dottorato sui processi di valutazione finanziaria dell’economia startup. Ho voluto scrivere questo testo per analizzare in maniera critica il tipo di innovazioni prodotte dal modello della Silicon Valley. La conclusione alla quale sono arrivato è che l’economia startup produce un processo di normalizzazione dell’innovazione piuttosto che agevolarla. Le dinamiche che governano questo tipo di economia si radicano in logiche finanziarie. In questo modo le startup non sono viste come aziende da sostenere per creare una crescita di lungo periodo ma piuttosto degli artefatti finanziari. Quello che si genera è una jackpot economy.

FD. Quali sono le motivazioni per le quali ha scritto questo libro?

Credo sia necessario aprire un dibattito sull’economia startup che vada al di là del discorso mainstream. E’ facile dire ai giovani del nostro paese di essere degli imprenditori di se stessi ed aprire la propria startup. Crearsi il futuro da soli! Ma quello che manca in questa visione sono le dinamiche di sfruttamento, i numerosi insuccessi e la scarsa possibilità di diventare davvero milionari. Oggi affermare che si è uno startupper è un modo socialmente accettabile di dire che si è disoccupati. In altre parole, non ho trovato lavoro, ma sono una persona attiva e quindi ho la mia startup. Anche se molte delle volte la startup è solo un pezzo di carta e una presentazione power point. Dobbiamo guardare la realtà sfatando il mito alla Steve Jobs che basta un’idea geniale per diventare imprenditori di successo. La realtà è ben diversa.

FD. Quale impatto può avere sui giovani e anche sulla comunità scientifica e opinione pubblica?

Spero che il libro stimoli questo discorso. Ormai negli Stati Uniti la crisi del modello è evidente e si discute su quali possano essere le soluzioni. Possibili alternative che stanno prendendo forma e di cui parlo nel libro. Tutti gli attori che ruotano intorno alle startup, giovani, politici, investitori dovrebbero capire che forse questo non è il solo modello di crescita per il nostro futuro. Basti pensare alle discariche create da Amazon per i suoi prodotti invenduti o che fare una sola ricerca su Google ci costa quanto riscaldare 60 pentole di acqua calda. Un costo energetico e ambientale insostenibile. Oppure tutte le forme di sfruttamento dei lavoratori attraverso le piattaforme digitali. Spero che il mio testo possa contribuire ad una più profonda e seria presa di coscienza di cosa sia diventata l’economia startup oggi. Ringraziamo l’ autore per la sua disponibilità.

Il libro è disponibile qui:http://www.egeaeditore.it/ita/prodotti/sociologia/forme-dell-innovazione-nell-ideologia-californiana-le.aspx?fbclid=IwAR2AntQ9hMk4PvIVY23aBhOM5Yd-zZcxvHf_fzH9HP4cR3TnjvaIA2iPw3o

Intervista condotta da Fatou Diawara.

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