La donna africana in Italia: tra crisi di identità e difficoltà di realizzarsi.

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Le crisi economiche, le guerre, il saccheggio delle risorse africane, i conflitti, hanno generato tanti fenomeni tra cui l’immigrazione. Questa immigrazione nasconde una questione che viene un po’trascurata nei dibattiti sull’Africa quì in occidente. Si tratta della questione della condizione della donna africana in America, Asia, Europa. In realtà dovremmo piuttosto affermare che tra le donne africane ci sono alcune laureate, studentesse, altamente qualificate ed altre senza nessun tipo di qualifica.

La donna africana, particolarmente in Italia, si trova di fronte a tante situazioni difficili. La prima è il razzismo. In effetti, vengono molto spesso discriminate nei mezzi pubblici. Ci racconta una di loro,  C. S, una ragazza africana, che alcune  volte quando prende posto in una metropolitana e salgono altri passeggeri, essi preferiscono rimanere in piedi piuttosto di sedersi accanto a lei.

Il secondo caso è l’abuso di potere di alcuni datori di lavoro italiani. Y.C dice che, ogni volta che lei chiama dei responsabili italiani di bed & breakfast per trovare lavoro, essi le chiedono quanto “costa” per una sex party; tendono così a confonderla con una prostituta. Altre invece,  dicono di essere vittime di discriminazione sul loro posto di lavoro laddove vengono trattate non tenendo conto delle loro competenze ma piuttosto in quanto donne africane di colore.

Peggio ancora per quelle che non hanno documenti, si ritrovano molto spesso nei circuiti di sfruttamento (campi di raccolta di pomodori) oppure di prostituzione.

Tuttavia, bisogna sottolineare che questo articolo non intende mettere la donna africana in una situazione di vittima. In effetti, alcune donne vengono in occidente per evitare pressioni, persecuzioni, infibulazioni in alcuni paesi africani, però per molte di loro, quando arrivano in Europa,  scoprono altre logiche di sfruttamento.

  1. O afferma che lei vive una situazione complicata in quanto, da quando si è sposata con un italiano ed hanno avuto una bambina, sono i suoceri a decidere di tutto, e lei non sembra avere diritti sulla propria figlia. Le viene imposto delle scelte e vive situazioni quotidiane umilianti.

Inoltre, alcuni mesi fa’, una camerunense Megane Deutou ha detto in tv di essere stata maltrattata da un ragazzo pugliese il quale era andato a cercarla in Africa. Una volta arrivati in Italia è sempre stata considerata come un oggetto a sfondo sessuale. Di conseguenze viene da chiederci quante donne africane vivono situazioni del genere però lo affrontano da sole oppure hanno paura di parlarne? Le donne africane in America Asia Europa godono veramente pienamente dei loro diritti? Non serve un dibattito sulla questione?

Quando si parla di abusi sulla donna africana in Italia ad esempio si parla spesso, di alcune donne vittime della mafia nigeriana, dando cosi l’impressione che è l’unico problema che devono affrontare. Ma ci siamo mai chiesti, come si sentono quando vanno nelle amministrazioni a chiedere dei servizi? Come convivino nei palazzi con i loro vicini? Come si sentono all’Università oppure al lavoro?

L’Italia ad esempio, affronta ogni giorno la questione delle violenze, discriminazioni sulle donne. Per porre fine al fenomeno, ci sono numeri di telefoni (1955, numero gratuito), sportello anti violenza. Tale sportello è presente in alcuni pronto soccorso di vari ospedali nel territorio italiano. L’associazione Doppia Difesa, la quale dal 2007 dà supporto alle vittime di abusi con un team di avvocati e psicologi. Inoltre ci sono altre iniziative come  i laboratori di peace words per i racconti di violenza e discriminazioni che emergono.

Senza sottovalutare gli sforzi notevoli per contrastare le violenze contro le donne, rimane la questione sulla condizione delle donne africane che vivono fuori dal continente africano e particolarmente in Italia. Non si può trattare la questione della violenza  solo all’interno di un rapporto di coppia ma ci sono molte donne africane che subiscono molestie, maltrattamenti anche nel luogo di lavoro sia a livello fisico e sia a livello psicologico.

Infine dobbiamo ricordare anche quei casi in cui le donne trovano il coraggio di denunciare tali situazioni di abuso, ma purtroppo non vengono credute e tutelate  dalle forze dell’ordine, così succede sempre più che ci sia sfiducia delle donne maltrattate nei confronti dello Stato e istituzioni pertinenti che hanno come obbligo morale e legale quello di proteggere queste donne. Nonostante ciò bisogna sempre continuare a denunciare e a non lasciare sole le donne maltrattate soprattutto quelle africane che non hanno nessun tipo di supporto dai parenti in quanto vivono al di fuori dell’Italia.

Fatou Diawara.

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